Il videogioco, contrariamente a quanto si possa pensare, è un cosiddetto bene di lusso. Nonostante la comune percezione tenda a equipararlo al giocattolo, questo poliedrico medium è spesso più di un semplice passatempo ludico. Ogni aspetto di un prodotto di intrattenimento elettronico tradisce le sue origini di entità complessa e variegata, destinata a un pubblico meno eterogeneo di quanto si possa pensare.
Tutto, a partire dal prezzo per finire al considerevole investimento iniziale per l’acquisto della console, definisce il quadro di un bene per molti, ma non per tutti; concetto che spesso sfugge a chi si avvicina al videogioco da semplice utente finale. Dunque cosa offre un videogioco, attraverso la sua caratteristica multimedialità, se non un’esperienza alternativa? Quanto durerà? Ma soprattutto quanto si è disposti a pagare per questa evasione? La risposta non è univoca e varia sensibilmente in base alla fascia d’età, alla disponibilità economica, all’agenda giornaliera e al background socio-culturale del videogiocatore.
Spesso l’utente rimane deluso dalla durata di un gioco e ciò avviene per vari motivi: aspettative troppo elevate, effettivo mancato bilanciamento nell’estensione temporale dell’esperienza, perfino l’elevata qualità del titolo in sé può essere causa di frustrazione di fronte al finale. Solo essendo ben consci della natura “lussuosa” del videogioco si può accettare consapevolmente una breve, ma intensa e costosa, fuga dalla realtà.



alcuni giochi durano troppo poco o non sono all'altezza per costare così tanto! Anche se si hanno i soldi da spendere mi scoccia sborsare quello che non è il loro effettivo valore...meno male che c'è il mercato dell'usato :)
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